ISBN 9788861581098
18,50 €
in libreria da Giugno 2009
292 pagine, 14x21 cm
brossura olandese
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Boniface de Castellane
L'arte di essere povero
«Il mio divorzio fu emesso il 5 novembre, alle cinque della sera». Così inizia quella che, oltre a una testimonianza avvincente, può essere letta come manuale scritto da un autentico intenditore, oggi venerato anche in Internet. Il matrimonio con l'ereditiera americana Anna Gould aveva reso Boni de Castellane "Re di Parigi". È lui infatti il Saint-Loup di Proust. I suoi sontuosissimi party, spesso in maschera, sono affollati della crème della società. Il conte di Montesquiou, Sarah Bernhardt, la Duse, d'Annunzio, Oscar Wilde, il giovane Jean Cocteau e lo stesso Marcel Proust, tutti vogliono essere suoi ospiti. Ma il divorzio lo precipita nella sua seconda vita, quella da povero. La buona società gli ha voltato le spalle. L'ex-moglie sposa un cugino di Boni che lo priva di tutti i beni di famiglia. I creditori lo aggrediscono, anche per i debiti di cui è garante, e che i beneficiari lasciano scadere, perché a Boni è addirittura proibito incontrare i propri figli. Ma, malgrado tutto, Boni non si da per vinto. Perduti lussi e limousine, per affrontare la sua nuova lunga vita da povero gli restano solo qualche abito, i mezzi pubblici, l'ironia, il senso dell'umorismo e le sue qualità. Capisce di poter mettere a frutto il suo gusto e malgrado l'ostilità della buona società riesce a darsi all'antiquariato. Ma soprattutto riesce nell'impresa di rimanere sempre fedele a se stesso, regalandoci poco prima di morire, questo delizioso «L'arte di essere povero», che trabocca del suo proverbiale senso dell'umorismo.
Collezione d'autori
Boniface de Castellane
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